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Il ripristino di fabbrica cancella veramente tutti i dati?

Data_SmartphoneAvete mai provato a vendere un cellulare usato? La prima cosa che viene in mente di fare è il ripristino di fabbrica per cancellare tutti i dati personali. Ma siamo proprio sicuri che le applicazioni, le foto e persino le ricerche sul telefono vengano realmente cancellate?

La società di sicurezza Avast ha acquistato 20 telefoni su eBay e, utilizzando degli strumenti di recupero dati, ha provato a vedere se fosero riusciti a trovare qualcosa. Il risultato significativo è che, ripristinare un cellulare con le impostazioni di fabbrica, non significa che i dati vadano persi.

Dai 20 cellulari, Avast, è riuscita a recuperarre 40.000 foto (comprese 1.500 foto di famiglia con bambini e 250 selfies dove qualcuno mostrava la propria “virilità”), 750 email, 250 contatti con nomi e indirizzi e perfino una richiesta di prestito. Com’era prevedibile alcune foto recuperate erano pornografiche.

La scoperta di Avast è sorprendente ma è altresì deludente. Quando si pulisce un qualsiasi dispositivo di memorizzazione, in realtà, non si cancellano i dati stessi. Il software che gestisce i contenuti dei dispositivi, cancella le informazioni dei file index, indicando i bit come pronti per essere sovrascritti con nuovi dati ma effettivamente i vecchi dati sono ancora li e con gli strumenti di recupero dati giusti vi si possono ancora accedere.

Molti strumenti di gestione del disco e della sicurezza possono eliminare definitivamente i dati sul dispositivo, anche se il processo, in genere, richiede più di un normale hard reset. Ci sono diverse applicazioni che promettono di cancellare i dati su un cellulare ma in questo settore Apple ha un vantaggio.

I 20 telefoni da cui Avasti è riuscito a recuperare i dati, sono degli Android e non iPhone. Il recupero dati su un iPhone è più impegnativo a causa delle protezioni che la Apple mette nel security stack. iPhone e iPad includono hardware crittografato e quando l’utente pulisce il telefono le chiavi di crittografia vengono sovrascritte, in questo modo il processo di recupero dati diventa più difficile.

Uno dei problemi del cancellare in modo sicuro i dati ha a che fare col metodo di memorizzazione dei dati sui mobile. La maggior parte degli smartphone utilizzano un tipo di archiviazione chiamato NAND memory flash, che spesso usa copie ridondanti di dati aggiornati che non fanno parte del file system del dispositivo.

La memoria flash di tipo NAND rende difficile sbarazzarsi di tutti i dati in un colpo solo, infatti alcune applicazioni sicure wipe su Google Play comprendono un disclaimer del tipo “… non possiamo garantire che tutto lo spazio libero verrà pulito…” .

Quindi in conclusione chi vuole vendere un telefono Android deve rinunciare? No, non necessariamente, un modo ci sarebbe, è solo un pò lungo in termini di tempo. L’utente, dopo aver fatto un reset di fabbrica del dispositivo, può riempire la memoria con cose stupide tipo foto del cane, video di una ruota che gira e cose del genere. In questo modo almeno dei dati saranno sovrascritti e la memory flash NAND verrà resettata, poi si può procedere ad una nuova pulizia. Naturalmente ciò non garantisce la completa pulizia dei dati sensibili del dispositivo.

Cosa succede ogni minuto su internet

internet_email

 

Ci sono delle cose che si possono fare in 60 secondi. Uu dattilografo decente può scrivere circa 80 parole, i fratelli Wright possono fare il loro storico primo volo (durato 59 secondi) e gli utenti You Tube possono scaricare 72 ore di filmati.

Mentre i social media possono creare la sensazione che internet sia una piccola città dove ognuno è collegato e per la maggior parte vanno d’accordo, la verità è il contrario. I dati trasferiti su internet ogni minuto dai suoi circa 2,4 miliardi di utenti nel mondo, sono vasti e incomprensibili.

In un minuto gli utenti di posta elettronica inviano circa 204 milioni di messaggi, Amazon realizza circa $ 83.000 in vendite on line, e gli utenti Apple scaricano circa 48.000 apps.

Sul fronte dei social, gli utenti Facebook condividono 2.460.000 contenuti, 277.000 sono i tweet su Twitter e gli utenti Tinder scorrono a sinistra o a destra per 416.667 volte.

Diciamo che una cittadina non è proprio così.

I ragazzi di Domo hanno creato un grafico che descrive la quantità incredibile di dati che internet genera ogni minuto.

 

Gli indirizzi email LinkedIn si visualizzano con un plug in

LinkedinGli indirizzi email, degli utenti di LinkedIn, possono essere facilmente visti semplicemente aggiungendo uno strumento al browser web.

Sell Hach è un plug in disponibile come estensione gratuita per il browser Chome, una volta installato comparirà il pulsante “hack in” sui profili LinkedIn. Gli utenti così possono trovare l’indirizzo email associato all’account anche se non sono collegati.

LinkedIn da parte sua ha dichiarato che vuole intraprendere azione legale e ha consigliato agli utenti di disintallare il plug in.

Dopo aver ricevuto lettere di diffida da parte di LinkedIn, Sell Hack ha disabilitato il plug in: “Stiamo costruendo un prodotto migliore che non sia in conflitto con il servizio offerto da LinkedIn” hanno dichiarato sul blog. In un primo momento avevano dichiarato che lo strumento era per i professionisti del marketing, che tutti i dati sono comunque pubblici, quindi secondo il loro punto di vista non stavano facendo nulla di dannoso a LinkedIn.

Il social però non è d’accordo e con una dichiarazione alla BBC dice: ” Stiamo facendo tutto il possibile per far chiudere Sell Hack, il 31 di marzo i nostri legali hanno consegnato una lettera in cui si intima la chiusura del plug in per diverse violazioni. I membri di LinkedIn che hanno scaricato Sell Hack devono disinstallare immediatamente l’applicazione e contattare immediatamente Sell Hack chiedendo loro che i propri dati vengano cancellati

 

I perchè dell’acquisizione da parte di Facebook di WhatsApp

Facebook-whatsAppOramai è su tutti i giornali la notizia dell’acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook. Cerchiamo qui di capire qualcosa in più.

WhatsApp ha solo 5 anni di vita e conta circa 450 milioni di utenti, in aumento di circa un milione di utenti al giorno, è la più popolare applicazione di messaggistica per smartphone. WhatsApp permette di inviare e ricevere messaggi da e per tutti gli utenti e da tutto il mondo al costo di un dollaro l’anno, senza i costi fissi di un SMS.

Primo vantaggio per Facebook sarebbero gli introiti annuali, visto che secondo quando dichiarato dalle stesso Zuckerberg in un suo post non saranno previsti annunci pubblicitari su WhatsApp. Inoltre aggiungerà valore ai suoi servizi di messaggistica già esistenti con Messenger.

Di recente alcuni studiosi del settore avevano affermato che Facebook è diventato un social per “old” dove i padri hanno la meglio sui figli e che di qui ad una decina di anni sarebbe morto. Con questa acquisizione si dà alla società un’altra ventata di aria giovane, dopo l’acquisto di Instagram, che permette la condivisione di foto.

Facebook conta attualmente circa 556 milioni di utenti attivi giornalieri su smartphone, WhatsApp ne conta circa 350 milioni, quindi più della metà, inoltre è riuscito a penetrare in molti più mercati internazionali rispetto a Facebook. Tutto questo permerrà alla società di Zuckerberg una crescita esponenziale, fino a raggiungere il sognato miliardo di utenti.

Come per Instagram anche WhatsApp avrà vita propria e opererà in modo autonomo e indipendente, inoltre il co-fondatore diventerà membro del consiglio di amministrazione di Facebook.

 Facebook ha acquistato WhatsApp per 12 miliardi di dollari in azioni Facebook, 4 miliardi di dollari in contanti e 3 miliardi di dollari per la fidelizzazione dei dipendenti.

I pericoli degli smartphone che i genitori ignorano

smartphone_pericolo_genitoriLa BBC, in Inghilterra, ha fatto un sondaggio commissionato dalla Safer Internet Day, lo scopo del sondaggio è capire quanto i genitori siano a conoscenza  dei pericoli dei vari dispositivi tecnologici in mano ai  bambini.

Quasi un bambino su cinque ha dichiarato di aver visto qualcosa che lo ha sconvolto sul proprio dispositivo tablet o smartphone, il doppio di ciò che i genitori pensavano.

Uno studio separato ha rilevato che poco più del 20% dei genitori non controllano ciò che i loro figli fanno on line.

I genitori intervistati dalla BBC per il 90% hanno dichiarato di aver parlato ai propri figli circa i pericoli di internet quando si utilizza un tablet o lo smartphone, comunque la maggior parte di loro hanno altresì detto che permettevano ai loro figli di navigare senza supervisore.

L’indagine ha inoltre rilevato che gli adolescenti di età compresa tra i 13 e i 16 anni sono più vulnerabili ad attacchi di cyberbullismo rispetto ai ragazzini di età compresa fra gli 8 e i 12 anni. David Emm ricercatore della Kaspersky Lab ha detto che i genitori non sono spesso consapevoli dei pericoli che i propri figli corrono utilizzando internet su tablet o smartphone come lo erano con i PC.

Sia l’iPad che l’iPhone di Apple hanno un controllo che può essere impostato utilizzando un codice di accesso. Gli accessi a determinate applicazioni o siti web possono essere completamente bloccati o limitati solo per determinati contenuti.

Un sondaggio della Kaspersky invece ha rivelato che il 18% dei genitori intervistati ha perso soldi o dati personali dal proprio cellulare o tablet perchè i loro figli li usavano senza essere controllati. Infatti una delle cause di acquisti involontari è proprio quando si lascia giocare i bambini col proprio telefono senza controllo. La Apple recentemente ha dovuto rimborsare circa 25 milioni di Euro ai genitori i cui figli hanno fatto acquisti senza il loro consenso.

Per ovviare ad inconvenienti tipo furto d’identità o acquisti involontari è sempre meglio impostare pin o password complessi, se si vuole far giocare i propri figli con tablet o smartphone.

Invece come facciamo a proteggere gli adolescenti dal cyberbullismo?